“Resto al Sud: problematiche e soluzioni”

Il 23 Novembre si è svolto il convegno “Io Resto al Sud : Strumenti e incentivi per le Start up” organizzato da Sicindustria, Confindustria e Invitalia, in collaborazione con Unicredit, Arca, DEMS, l’Università degli studi di Palermo e ODCEC. Organizzato da Gero La Rocca, presidente dei Giovani imprenditori di Confindustria in Sicilia, l’obiettivo di questo convegno è stato quello di discutere le problematiche economiche che affliggono da molto tempo il sud Italia, problemi di cui tutti noi siamo bene a conoscenza ma di cui è bene non dimenticarsi. Il dottor Massimo Sabatini, Direttore Area Politiche regionali e coesione territoriale Confindustria, ha mostrato diversi dati che ci fanno ben riflettere su quanto il problema rimanga attuale. Ad esempio, dall’inizio della crisi nel 2007 l’economia del sud ha avuto un calo enorme e non si è ripresa in quattro su cinque dei dati fondamentali economici – Occupazione, PIL, Imprese e Investimenti – registrando un miglioramento solo nell’area delle esportazioni. La disoccupazione in Sicilia rimane la più alta d’Italia, per un totale di 21,1% di disoccupati complessivi in Sicilia paragonati al 6,5% del nord Italia. Addirittura per quanto riguarda i ragazzi dai 20 ai 24 anni, la disoccupazione è ad un astronomico 50,2%, ovvero un siciliano su due che non lavora. A questo si va ad aggiungere una continua emigrazione dal sud Italia – dal 2012 fino ad oggi più di due milioni di persone hanno lasciato il meridione per trasferirsi o al nord o all’estero. Per mettere questo numero in prospettiva, è come se ogni anno venisse distrutta una città delle dimensioni di Siracusa. Di fronte a dati come questi è chiaro che la ricerca di soluzioni concrete debba interessare tutte le componenti del tessuto sociale italiano, che siano del sud o meno. La Confindustria nella sua analisi ha comunque notato una forte presenza di giovani nel mondo imprenditoriale del sud, e un potenziale aiuto che è stata proposta è quella delle start-up, piccole imprese inizialmente finanziate da privati che, col tempo, possono arrivare eventualmente a una quotazione sui mercati finanziari. A tal proposito sono intervenute Anna Maria Maida e Fiammetta Pantò, rappresentanti rispettivamente di Invitalia e del Consorzio Arca, proponendo delle interessanti iniziative per promuovere l’imprenditoria al sud fornendo disponibilità di fondi o nuovi approcci di networking, affinchè giovani imprenditori con idee potenzialmente di successo ma senza la disponibilità per poterle attuare possano avere degli aiuti. Ad esempio, Arca ha collaborato con la start-up palermitana Ocore, primi produttori al mondo di una barca completamente creata usando una innovativa stampante 3D, dimostrando che la sicilia può avere delle posizioni di innovamento nel mercato globale. L’interesse per la ripresa economica riguarda parecchi attori, e Fabio Lacagninaresponsabile retail business management Sicilia di UniCredit – ha spiegato come la sua filiale abbia organizzato degli startup labs per aiutare aspiranti imprenditori fornendo fondi, collegamenti e spazi. Come però ha giustamente fatto notare Francesco Trapani, dottore commercialista revisore legale, l’imprenditoria non è necessariamente una cosa per tutti e va approcciata con coscienza e determinazione; lo spirito d’iniziativa è importante, ma lo sono pure le capacità tecniche e professionali. In particolare se si tratta di un fenomeno mirato ad aiutare la devastata economia del sud, è chiaro che bisogna approcciare l’imprenditoria con dei piani a lungo termine, piuttosto che sperare in un guadagno istantaneo che non provocherà benefici a lungo andare. Le problematiche che affliggono la Sicilia non sono solo di tipo puramente economico ma anche di tipo politico e sociale: ricordiamo la piaga del crimine organizzato e della corruzione, ma anche di una notevole inefficienza burocratica e di uno scarso interesse a valorizzare opere di grande potenziale. Ad esempio, è stato menzionato che a Carini esiste una società interna allo stabilimento Italtel di Carini, ovvero Open Hub Med. Come suggerisce il nome, questa struttura funge proprio da hub per la connettività, che di questi tempi punta fortemente sulla velocità e affidabilità dello streaming. La Sicilia è il primo punto d’approdo dei cavi sottomarini che portano la connettività da e verso il nord dell’Africa ma sopratutto anche verso l’estremo Oriente. L’altro punto di approdo è a Marsiglia, intorno alla quale sono arrivate compagnie come Facebook, Google, Amazon e altre importanti compagnie che hanno assunto ragazzi del luogo. Ebbene, questa stessa iniziativa fatta a Palermo si è classificata dopo decine di case vacanza. Questo è solo uno dei tanti esempi che mostrano come le opportunità nel sud non vengano valorizzare appieno e il loro potenziale venga spesso ignorato, poichè è chiaro che se si vuole risollevare l’economia bisogna guardare alle realtà produttive e innovative locali. Tutto questo ci dimostra che se avessimo dei migliori strumenti per valorizzare tutto ciò, e forse se conoscessimo anche queste realtà più approfonditamente, potremmo avere un miglioramento tangibile delle condizioni economiche della nostra isola e risolvere uno dei problemi che ha lasciato il meridione indietro rispetto al resto del paese. In tal senso l’approccio dell’Università è fondamentale, in quanto vero punto di incontro per educare, conoscere e informare e sopratutto per poter instaurare una rete contatti tramite la quale cercare di cambiare la nostra realtà quotidiana.

Articolo di Daniele Vivona, studente di Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali.